Your browser does not support SVG
  • Bossolasco (CN): cultura, tradizioni e curiosità dell’Alta Langa

    Vieni a trovarci a Bossolasco, il Paese delle Rose nell’Alta Langa! Troverai feste tradizionali, leggende, vini d’eccellenza e curiosità culturali che non potrai perderti!

    Un borgo fiorito nel cuore delle Langhe

    Bossolasco, dove troverete il nostro bed and breakfast con piscina Cascina Facelli, è un piccolo comune dell’Alta Langa e, secondo me, il più bello! E’ immerso tra le colline della provincia di Cuneo a quasi 800 metri d’altitudine e siamo circa 700 abitanti (anima più, anima meno). E’ celebre come “Paese delle Rose” o “Perla delle Langhe” per le sue strade ornate da rose fiorite che, da primavera all’estate, trasformano il centro storico in un giardino a cielo aperto.

    rose bossolasco
    Monumento a Bossolasco

    Cultura popolare e tradizioni: un legame vivo con il territorio

    Festa della Fioritura delle Rose

    All’inizio di giugno, Bossolasco celebra la bellezza delle sue rose con una festa che unisce natura, arte e gusto: mostre florovivaistiche, degustazioni di vini rosati e menù a tema animano il borgo.

    Festa Patronale di San Giovanni Battista

    Ogni 24 giugno, la comunità si riunisce per onorare il santo patrono con funzioni religiose, musica, mercatini e piatti tipici, rinsaldando lo spirito collettivo.

    Formaggi sotto le stelle

    Una serata estiva dove i formaggi locali incontrano i grandi vini delle Langhe, serviti all’aperto sotto il cielo stellato: un evento che unisce sapori e socialità.

    Castagnata autunnale

    A ottobre, il borgo celebra le castagne con caldarroste, piatti poveri della tradizione contadina e musica popolare, evocando le antiche veglie attorno al fuoco.

    Oltre alle sagre, Bossolasco accoglie rassegne artistiche come “Arte a Bossolasco” e “Pittori a Bossolasco”, confermando il legame fra arte contemporanea e identità locale.

    Festa tradizionale a Bossolasco

    Leggende e masche: il volto misterioso dell’Alta Langa

    La tradizione orale di Bossolasco custodisce storie di masche, le streghe piemontesi, protagoniste di racconti tramandati durante le veglie invernali (le “vijà”). Si racconta che persino in Cascina Facelli ci fosse una pietra, proprio prima del nostro orto, dove si riunivano per i loro riti! Donne dai poteri misteriosi, accusate di influenzare il tempo, far sparire il latte o portare sventura. Queste narrazioni, tra superstizione e folklore, sono una lente viva sulla cultura rurale locale.

    Anche i lupi (che ci sono realmente) e gli spiriti dei boschi fanno parte del patrimonio leggendario.

    Tradizioni e folklore piemontese

    Bossolasco e il vino: l’alta quota del gusto

    Tradizione e novità

    Bossolasco, pur trovandosi in alta collina, ha una lunga storia vitivinicola: Dolcetto, Barbera e Nebbiolo sono i protagonisti tradizionali. Ma oggi spicca l’Alta Langa DOCG, lo spumante Metodo Classico nato da Pinot Nero e Chardonnay coltivati fino a 1000 metri.

    Terroir e cambiamento climatico

    I terreni calcarei, il clima fresco e le escursioni termiche rendono ideale questa zona per la spumantistica d’eccellenza. Vignaioli pionieri, come Giorgio Rivetti, hanno investito in nuovi impianti che ridisegnano il paesaggio agricolo, facendo della “salita della vite” una tendenza in crescita.

    vino bossolasco

    L’agricoltura: anima del territorio

    Dalla nocciola alle erbe officinali

    Bossolasco è parte integrante della “terra della nocciola”: la Tonda Gentile delle Langhe è coltivata tra noccioleti e boschi, raccolta a mano e trasformata in prodotti d’eccellenza.

    Le coltivazioni comprendono anche cereali, foraggi e frutta, dando vita a un’agricoltura diversificata e sostenibile.

    Pastori, formaggi e biodiversità

    L’allevamento, soprattutto ovino, ha dato origine a formaggi tipici come il Murazzano DOP. I pascoli estivi e la transumanza conservano un’antica tradizione che si rinnova grazie a piccole realtà casearie artigianali.

    L’emergere dell’agriturismo e delle fattorie didattiche racconta un mondo agricolo che dialoga con il turismo e con i visitatori attenti alla qualità e alla sostenibilità.

    A tavola con l’Alta Langa: piatti della memoria

    Dalla bagna càuda ai tajarin al tartufo bianco e nero, dagli agnolotti del plin alla zuppa di trippa e ceci: la cucina bossolaschese racconta l’incontro tra sapori robusti e materie prime eccellenti. I secondi piatti celebrano carni, cacciagione e formaggi, mentre i dolci – come la torta di nocciole e il bonèt – chiudono ogni pasto con semplicità e gusto.

    Cucina tipica dell’Alta Langa
    formaggio Alta Langa

    Curiosità e scorci inaspettati

    L’Angelo dell’Alta Langa

    Un imponente monumento in alluminio che celebra la solidarietà: l’opera commemora il salvataggio di famiglie ebree durante la Seconda Guerra Mondiale, e domina la piazza con le sue ali asimmetriche. Andatelo a vedere, vi sembrerà un abbraccio gigantesco!

    Le insegne d’artista

    Negli anni ’50, pittori come Felice Casorati regalarono al paese vere opere d’arte sotto forma di insegne dipinte a mano. Oggi sono riprodotte su un grande muro-museo a cielo aperto.

    Il Parco delle Rose e il murale Altalanga Wall

    Arte, natura e comunità si incontrano nel Parco delle Rose e nel murale collettivo dipinto dagli studenti nel 2022: un tributo colorato alla creatività locale.

    La Big Bench di Lomonte

    Una panchina gigante con vista sulle colline dell’Alta Langa: perfetta per una sosta panoramica o una foto da cartolina.

    Bossolasco, e noi, ti aspettiamo con le rose, i racconti e i sapori autentici. Vuoi vivere un soggiorno indimenticabile tra bellezza, silenzio e natura?

    Prenota su: www.cascinafacelli.com

    Alla prossima!

  • Lago di Viverone: tra la storia e la contemporaneità

    Dopo anni senza ferie, abbiamo preso la fatidica decisione! Andiamo! Ma vicino 😊 Abbiamo scelto il Lago di Viverone un po’ per caso e un po’ perché era possibile fare tante escursioni con i nostri cani (che noi chiamiamo “i bruchi”!!)

    Una volta arrivati abbiamo scoperto un sacco di cose che non ci saremmo aspettati!

    Questo articolo è diverso dai precedenti: non è scaricabile. Questa è la nostra esperienza, scritta tutta d’un fiato, così! I prossimi articoli che usciranno, invece, saranno di approfondimento di ogni singolo punto e saranno, come al solito, scaricabili. Godeteveli!!

    Il Lago di Viverone è uno splendido lago del Piemonte che si trova tra le province di Biella, Vercelli e Torino. E’circondato da magnifiche colline e dalla Serra morenica d’Ivrea e, non l’avremmo mai detto, questo specchio d’acqua si fregia di una storia millenaria ed è, tutt’oggi, una meta amata per il turismo naturalistico e culturale. Con questo e con i prossimi articoli, vi vogliamo raccontare quello che abbiamo vissuto, un resoconto approfondito che spero bilanci tradizioni storiche e aspetti contemporanei: dalle leggende popolari agli usi contadini, dalla produzione vitivinicola locale (come l’Erbaluce di Caluso) al ruolo di Olivetti, fino alla gastronomia tipica e agli itinerari consigliati tra borghi, natura e siti storici.

    Cultura popolare, leggende e miti locali

    Le rive del lago di Viverone sono avvolte da affascinanti leggende popolari tramandate nei secoli. Una delle più celebri narra di un villaggio medievale chiamato San Martino, fondato (secondo la tradizione) proprio dal passaggio di San Martino di Tours nel IV secolo. Dio volle mettere alla prova la carità e generosità degli abitanti così inviò un angelo con le sembianze di un mendicante: poiché in pochissimi offrirono ospitalità, il paese fu punito facendolo sprofondare nelle acque del lago. Di quel borgo sommerso si udirebbero ancora, nelle notti tranquille, i rintocchi lontani delle campane della chiesa affondata. A questa sommersione è legata anche la romantica e triste leggenda della Dama del Lago: lo spirito di una giovane promessa sposa vagherebbe lungo le rive nelle notti di luna piena in cerca del suo amore perduto.

    Un altro mito della tradizione locale è quello del drago del lago di Viverone. Anticamente, si credeva che un mostruoso drago abitasse le acque paludose presso la sponda sud, terrorizzando la popolazione. La leggenda vuole che, intorno all’anno Mille, la creatura venne affrontata e sconfitta da San Bononio, un eremita e abate di Lucedio. In seguito a questa prodigiosa vittoria del bene sul male, sul luogo fu eretta una cappella in onore del santo. Queste credenze popolari, tra sacro e profano, fanno parte del patrimonio culturale del territorio e sono spesso rievocate in eventi e racconti per i visitatori.

    Vita agricola e tradizioni contadine del territorio

    Il territorio attorno al Lago di Viverone sempre avuto una vocazione rurale. La vita contadina tradizionale si è sviluppata in armonia con le colline moreniche dove prosperavano vigneti e alberi da frutto, mentre in pianura si coltivavano cereali e ortaggi. L’allevamento di bovini e la raccolta di castagne nei boschi circostanti davano una consistente mano all’economia agricola locale. Fino a pochi decenni fa era abituale vedere i contadini impegnati in quelle attività che oggi, purtroppo, sono quasi scomparse, come la mungitura a mano, la cottura del pane nei forni comunitari o la filatura della lana nelle stalle durante gli inverni. Tutte attività che scandivano lentamente il ritmo di una vita semplice ma laboriosa.

    In memoria della civiltà contadina del luogo esiste il Museo agricolo-etnografico “La Steiva” di Piverone, poco distante dal lago.

    Anche la pesca tradizionale nelle acque del lago costituiva un tassello della vita locale: si pescavano specie come il pesce persico, il coregone e le alborelle, utilizzando reti e barche a remi secondo tecniche antiche. Ancora oggi alcuni pescatori continuano questa attività mantenendo vivo un sapere nostalgico fatto di rispetto per il lago e per i suoi ritmi naturali.

    Produzione vinicola locale e aziende di eccellenza

    Il lago di Viverone si trova nel cuore di un territorio vinicolo di antica tradizione. In particolare, le colline circostanti rientrano nell’area di produzione dell’Erbaluce di Caluso, uno dei vini bianchi più rinomati del Piemonte. L’Erbaluce, vitigno autoctono, ha origini leggendarie e storiche: il suo nome sarebbe ispirato alla ninfa Albaluce, figlia del Sole e dell’Alba. L’Erbaluce venne menzionato  in modo documentato più o meno nel XVII secolo e, in seguito, nel 1967 fu il primo vino bianco DOC riconosciuto in Piemonte (nel 1967). Oggi è tutelato dalla denominazione DOCG Caluso e rappresenta sicuramente il territorio.

    La viticoltura sulle colline della Serra morenica trae beneficio da un microclima specifico: i rilievi morenici, la presenza dei laghi e i venti dalla Valle d’Aosta creano le condizioni ideali! Il paesaggio è caratterizzato dai tipici pilun, robusti pilastri in pietra un tempo usati per sorreggere le pergole dei filari.

    La tradizione vinicola locale è sostenuta sia da piccole aziende a conduzione familiare, sia da realtà cooperative storiche come la Cantina Sociale della Serra di Piverone, fondata nel 1953 grazie alla visione di Adriano Olivetti e di un centinaio di viticoltori del territorio. Oltre alla Cantina della Serra, tutt’ora visitabile per degustazioni, troviamo produttori privati di spicco come la famiglia Orsolani o realtà innovative che hanno riportato in auge i vigneti sulle colline.

    A noi è piaciuto particolarmente l’Erbaluce dell’azienda agricola Pozzo Elisa e, lo ammetto, ne abbiamo comprato un bel quantitativo! Sono tre sorelle che la gestiscono e, direi, molto bene. Se volete andare a trovarle visitate prima il loro sito www.agricolapozzo.it e poi fatemi sapere! Tra i vari cartoni di Erbaluce fatevi aggiungere un passito, ne vale la pena!

    Tornando a noi: i vini di Viverone e dintorni ottengono continuamente riconoscimenti a livello nazionale e, credetemi, un calice di Erbaluce degustato in riva al lago, il sole al tramonto, diventa un’esperienza sensoriale e culturale e fa capire il profondo legame tra questo territorio e il suo “nettare” più prezioso.

    lago viverone

    Olivetti e la Serra: presenza storica e culturale

    La zona del Canavese (di cui Viverone fa parte) è stata terreno di sperimentazione sociale e industriale per Adriano Olivetti, il celebre imprenditore di Ivrea che, a metà Novecento, guidò un’industria promuovendo un innovativo progetto comunitario. In questo contesto si inserisce la Cantina Sociale di Piverone (oggi Cantina della Serra), nata proprio su iniziativa di Olivetti insieme a un gruppo di agricoltori.

    Adriano Olivetti promosse anche la nascita di centri comunitari in diversi paesi del Canavese (tra cui Piverone, Palazzo Canavese, Chiaverano e altri.

    L’identità del territorio è data anche dalla Serra morenica d’Ivrea, la grande dorsale collinare di origine glaciale che si estende in linea retta per circa 15 km tra Ivrea e Biella.

    “Olivetti e la Serra” rappresentano due facce della stessa medaglia: il fermento sociale e industriale del Novecento e la maestosità della natura.

    Piatti tipici e curiosità gastronomiche locali

    La cucina del territorio di Viverone rispecchia le sue radici contadine e i suoi prodotti locali. Piatti semplici e genuini, nati da ingredienti poveri, convivono con specialità più elaborate, formando un mosaico gastronomico di grande interesse per i visitatori golosi.

    Tra i primi piatti tradizionali spiccano le zuppe e le preparazioni a base di polenta. Nella stagione fredda si prepara la polenta concia, arricchita con abbondante e burro fuso, un piatto sostanzioso perfetto dopo le giornate di lavoro nei campi. Un’altra curiosità locale è la zuppa all’ajucà, una minestra contadina a base di erbe selvatiche cucinate con pane raffermo. In passato era diffusa anche la supa mitonà, una zuppa di pane e vino rosso con spezie, consumata nelle vigilie delle feste mentre nella vicina Ivrea, troviamo la fagiolata grassa a base di fagioli, cotenne e salame: un piatto povero ma estremamente energetico

    Passando ai secondi e salumi, non si può non menzionare il Salampatata del Canavese e la mortadella di fegato.

    Troviamo anche formaggi di qualità: il Civrin di Val Chiusella, la Toma ‘d Trausela, il Maccagno e il Castelrosso e il Salignun

    Per quanto riguarda i dolci e prodotti da forno dovete assolutamente i torcetti al burro, i canestrelli (attenzione! Non sono quelli di pasta frolla torinesi!), i nocciolini di Chivasso e le paste ‘d melia, parenti delle paste di meliga cuneesi.

    Un capitolo speciale spetta alla Torta ’900 del pasticcere Bertinotti. La Pasticceria Balla la produce in esclusiva!

    Itinerari consigliati e luoghi d’interesse nei dintorni

    I dintorni del Lago di Viverone offrono numerosi luoghi d’interesse tra borghi, castelli, siti archeologici e bellezze naturali. Ecco alcuni itinerari e mete consigliate per scoprire il territorio:

    • Lungolago di Viverone: una passeggiata sul lungolago è d’obbligo per godersi il panorama.
    • Sito preistorico delle Palafitte di Azeglio: in territorio di Azeglio, sono emersi i resti di un villaggio preistorico su palafitte che è stato inserito dall’UNESCO.
    • Castello di Roppolo e borgo di Roppolo: sulla collina a nord del lago sorge il pittoresco borgo di Roppolo dominato dall’imponente castello millenario. Oggi il castello è visitabile (privatamente gestito, aperto da aprile a ottobre con visite guidate) e offre ambienti interni arredati che fanno rivivere atmosfere di altri tempi. Dal cortile e dalle torri si gode di uno splendido panorama! Dopo il tour del maniero fate una passeggiata per le viuzze di Roppolo: il borgo offre scorci pazzeschi, una chiesetta parrocchiale barocca e una terrazza panoramica naturale sul lago, non ve ne pentirete!
    • Castello di Masino e Caravino: a soli 15 minuti d’auto da Viverone si trova un altro splendido castello: il Castello di Masino, nel comune di Caravino. Il castello, oggi proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano), è visitabile tutto l’anno e rappresenta una tappa imperdibile per gli amanti di arte e storia.
    • Lago di Bertignano e Riserva naturale della Bessa: dopo aver esplorato Viverone, gli appassionati di natura possono proseguire “di lago in lago”. A pochi chilometri si trova il Lago di Bertignano, un piccolo lago di origine glaciale incastonato tra le colline moreniche. Molto più piccolo di Viverone, il Bertignano ha un’atmosfera intima e incontaminata.
    • Ivrea, città d’arte e di carnevale: anche se un po’ più distante (circa 18 km da Viverone), la città di Ivrea rappresenta un’ottima escursione per chi soggiorna sul lago, specialmente per gli interessi storici e culturali connessi a Olivetti. Ivrea è famosa anche per il suo storico carnevale, evento unico al mondo.

    Link utili per approfondimenti e visite: per organizzare al meglio la visita al Lago di Viverone e dintorni, si segnalano alcuni riferimenti utili.

    Il portale turistico ufficiale della zona, VisitAltoPiemonte, offre schede su Viverone e gli itinerari consigliati. Sul sito del Patrimonio UNESCO italiano sono disponibili informazioni dettagliate sul sito palafitticolo del lago di Viverone e sugli altri siti preistorici alpini. Per la rete museale locale: il Museo del Territorio Biellese espone i reperti archeologici del lago; la Fondazione Olivetti propone approfondimenti sul progetto olivettiano e percorsi a Ivrea; la Cantina della Serra a Piverone offre visite e degustazioni dei vini locali. Infine, per chi desidera vivere l’esperienza del Carnevale di Ivrea, è d’obbligo consultare il sito ufficiale storico carnevale con calendario eventi e consigli per partecipare in sicurezza. Buon viaggio alla scoperta del Lago di Viverone e del suo meraviglioso territorio!

    Continuate a seguirmi per tutti gli approfondimenti!

    Alla prossima!!

  • Sagre e feste nelle Langhe: gli eventi imperdibili dell’estate

    Le Langhe, con le loro colline mozzafiato e il ricco patrimonio enogastronomico, offrono un’estate piena di eventi e tradizioni da non perdere. Stai programmando una visita tra giugno e agosto? Ecco le sagre e le feste paesane più importanti che non puoi perderti!

    Giugno

    Festa delle Rose – Bossolasco (1-2 giugno 2025) Conosciuto come “Il paese delle rose”, Bossolasco celebra ogni anno questo fiore con una festa che colora le sue strade di petali e profumi. Durante l’evento, puoi ammirare esposizioni di rose, partecipare a visite guidate nei giardini e degustare prodotti tipici.

    Festa della Barbera – Agliano Terme (15-16 giugno 2025) Un evento dedicato agli amanti del Barbera, il vino simbolo di questa zona. Degustazioni, musica dal vivo e piatti tradizionali rendono questa festa un appuntamento imperdibile.

    Sagra del Fritto Misto Piemontese – Ferrere (8-9 giugno 2025) Per gli appassionati della cucina piemontese, questa sagra è un’occasione perfetta per assaporare il famoso fritto misto, piatto tipico che unisce carne, verdure e dolci in una frittura croccante e gustosa.

    festa rose bossolasco

    Luglio

    Collisioni Festival – Barolo (6-8 luglio 2025) Il festival agrirock più famoso d’Italia, che unisce musica, letteratura e buon cibo. A Barolo si esibiscono artisti di fama internazionale, mentre le colline fanno da sfondo a degustazioni di vini e incontri culturali.

    Roero Music Fest – Guarene (luglio 2025) Un festival jazz che anima le serate estive tra i vigneti del Roero. Un’ottima occasione per ascoltare musica di qualità sorseggiando vini locali.

    collisioni
    roero music fest

    Agosto

    Sagra della Nocciola – Cortemilia (20-25 agosto 2025) Cortemilia celebra la nocciola Piemonte IGP con una settimana di eventi, tra degustazioni, show cooking e mercatini artigianali. Perfetta per scoprire i segreti di questo frutto così prezioso.

    Mangialonga – La Morra (24 agosto 2025) Una passeggiata enogastronomica di 4 km attraverso i vigneti di La Morra. Un percorso a tappe dove puoi degustare piatti tipici accompagnati dai grandi vini della zona.

    Festa di Ferragosto – Bussia, Monforte d’Alba (13-17 agosto 2025) Una festa tradizionale che unisce musica, buon cibo e celebrazioni religiose in uno dei borghi più affascinanti delle Langhe.

    Sagra del Peperone – Carmagnola (30 agosto – 8 settembre 2025) Anche se al limite dell’estate, questa sagra è una delle più attese del Piemonte. Il peperone di Carmagnola viene celebrato con stand gastronomici, eventi culturali e show culinari.

    sagra estate piemonte

    L’estate nelle Langhe è un’esperienza che va ben oltre il turismo tradizionale: è un’immersione nelle tradizioni locali, tra sapori autentici e paesaggi unici.

    Quale evento non vuoi perdere quest’anno?

    Alla prossima!

  • Bagna Cauda: la ricetta piemontese più antica, amata e conviviale

    Ecco la storia affascinante della Bagna Cauda, la ricetta piemontese più antica, e come preparare questa deliziosa salsa che celebra la tradizione e l’ospitalità delle Langhe.

    Nel cuore dell’Alta Langa, tra colline e vigneti, c’è una ricetta che da secoli riscalda i cuori e le tavole piemontesi: la Bagna Cauda. Considerata uno dei piatti più antichi e rappresentativi del Piemonte, la Bagna Cauda è più di una semplice salsa, è un simbolo di convivialità, tradizione e cultura locale. Ma qual è la sua origine? E come si prepara questa delizia che da generazioni conquista chiunque abbia la fortuna di assaporarla?

    Le origini medievali della Bagna Cauda

    La storia della Bagna Cauda risale al Medioevo, quando i commercianti piemontesi percorrevano le “vie del sale” tra le Langhe e la Liguria. Fu proprio lungo queste rotte commerciali che l’acciuga salata, facilmente conservabile, divenne un ingrediente essenziale nella cucina locale. Combinata con aglio e olio d’oliva, la salsa calda chiamata “Bagna Cauda” divenne presto una pietanza condivisa durante i freddi mesi autunnali e invernali, unendo amici e famiglie intorno alla tavola.

    Un rito di convivialità e tradizione

    La Bagna Cauda non è solo un piatto: è un vero e proprio rito. Tradizionalmente servita in un pentolino di terracotta chiamato “fujot”, viene mantenuta calda da una fiammella viva sotto il recipiente. Ogni commensale ha il suo fujot e, armato di verdure fresche di stagione come peperoni, cardi, finocchi e topinambur, si cimenta nell’intingerli in questa salsa cremosa e saporita. La preparazione e il consumo della Bagna Cauda rappresentano un momento di condivisione e convivialità, perfetto per riscaldare le fredde serate d’inverno.

    bagna cauda italian piedmont cuisine is a hot di 2025 03 10 05 47
    various italian vegetables prepared for bagna caud 2025 03 05 08

    La ricetta tradizionale della Bagna Cauda

    Ingredienti per 6 persone:

    • 300 g di acciughe sotto sale

    • 10 spicchi d’aglio

    • 300 ml di olio extravergine d’oliva

    • 50 g di burro (opzionale)

    • Verdure fresche di stagione: peperoni, cardi, finocchi, carote, topinambur, cavolfiori

    Preparazione:

    1. Pulizia delle acciughe: dissalare le acciughe sotto acqua corrente fredda, eliminando le lische e asciugandole delicatamente.

    2. Preparazione dell’aglio: pelare gli spicchi d’aglio, eliminare il germoglio centrale e tritarli finemente.

    3. Cottura della salsa: in una pentola di terracotta, scaldare l’olio extravergine d’oliva a fuoco lento. Aggiungere l’aglio tritato e farlo cuocere lentamente senza farlo dorare. Aggiungere le acciughe e continuare a mescolare finché non si sciolgono completamente.

    4. Finitura: aggiungere il burro (opzionale) per rendere la salsa ancora più cremosa. Lasciare cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti, mescolando di tanto in tanto.

    bagna cauda cascina

    Consigli per gustare al meglio la Bagna Cauda

    Servire la Bagna Cauda calda, accompagnata da un’ampia varietà di verdure fresche e croccanti. Per un’esperienza autentica, abbinala a un buon vino rosso piemontese come il Barbera o il Dolcetto che, con il loro carattere fruttato e tannico, bilanciano perfettamente la sapidità della salsa.

    La Bagna Cauda è una storia di passione, tradizione e amore per la condivisione. Prepararla e gustarla significa abbracciare l’anima del Piemonte, celebrando insieme i sapori e le tradizioni che rendono questa regione unica.

    Organizza una bella serata tra amici, cucinala e …fammi sapere!

    Alla prossima!

  • CUNEO in un giorno… o forse due!

    Cuneo è la tipica città piemontese elegante e sabauda, scrigno storico, artistico e naturale dove si mangia bene, si respira aria di montagna e si raggiunge facilmente: poco meno di 100 km da Torino, circa 180 km da Mentone, in Francia e 70 km da Cascina Facelli!! 

    Ma perché si chiama così? Per la sua forma! Il Fiume Stura e il Torrente Gesso hanno eroso la valle fino a creare un altopiano molto simile proprio a un cuneo. Lì sorse la città.

    Per iniziare bene

    Cosa ne dite di una colazione da veri signori presso lo storico Caffè Arione, in Piazza Galimberti 14? Un’impresa totalmente femminile oggi quella della famiglia Arione. Nata nel 1923 dal capostipite Andrea Arione, questa caffetteria e pasticceria si trova dagli inizi degli anni ’30 sulla Piazza Principale di Cuneo. La fortuna di Arione è stata di creare i famosi Cuneesi al Rhum, quelli originali. Impossibile non conoscere a fondo Cuneo senza passare da Arione, anche “solo” per una meringa con la panna. Portare una scatola di leccornie di Arione in omaggio a qualcuno è come fare uno dei regali di Natale più graditi nella storia dei golosi, ve lo confermo!

    Quando uscite non distraetevi, siete in Piazza Galimberti, 24.000 metri quadrati di gioiello da cui, nelle belle giornate, vedrete tutto Corso Nizza con l’arco alpino che fa da sfondo.

    arione
    arione cuneo

    Come proseguire

    Dalla piazza imboccate via Roma, la via più bella della città che è stata rimessa a posto di recente con il restauro delle facciate di tutti i palazzi che vi si affacciano. La prima sosta è per visitare la cattedrale di Santa Maria del Bosco, subito all’inizio della via.

    Dopodiché proseguite per via Roma fino alla “punta” di Cuneo senza dimenticarvi di ammirare le facciate dei palazzi con le loro belle decorazioni. Ad un certo punto vedrete sulla sinistra l’imponente torre civica che, con i suoi 52 metri di altezza, è il punto più alto da cui poter osservare la città. È possibile salire percorrendo 132 infiniti scalini, ma verrete ripagati da una vista mozzafiato su Cuneo e sulle Alpi.

    Perdetevi nelle antiche viuzze del centro ma non dimenticate di passare per Contrada Mondovì, l’antico ghetto ebraico e ammirate i maestosi murales che colorano Piazza Boves.

    piazza galimberti
    torre civica cuneo

    Da vedere assolutamente

    IL Museo civico nell’ex convento di San Francesco

    Il Museo Civico è ospitato nell’ex convento di San Francesco che, dopo un attento restauro, mantiene la sua impronta gotica nonostante il rifacimento quattrocentesco. Al suo interno troverete delle collezioni di arte e cultura antica con sezioni particolarmente interessanti sull’Alto Medioevo. Ospita, infatti, reperti archeologici del periodo compreso tra il Paleolitico e l’età del Ferro. Molto interessante, al primo piano, tutta la sezione dedicata alla necropoli longobarda più grande d’Italia e di una delle più grandi d’Europa e al ritrovamento dei suoi corredi. Provenienti dagli scavi archeologici delle frazioni Ceriolo di Sant’Albano Stura, i 7 corredi maschili e 7 corredi femminili sono tra i meglio conservati dell’età longobarda. Molto interessante è notare che ogni didascalia è corredata del linguaggio braille, per arrivare e raccontare la storia a tutti i visitatori

    Casa Galimberti

    Visitare Casa Galimberti vi stupirà, è una casa di una famiglia normale ma che, per le imprese e le gesta, tanto normale non è!

    In Casa Galimberti grazie ai quadri e ad una libreria con 27.000 volumi si testimonia l’amore per l’arte e la cultura. Padre e figlio (partigiano ed eroe della resistenza), entrambi “Tancredi Galimberti”, erano avvocati e a testimoniarlo ne rimane uno studio importante all’ingresso della casa. La Casa Museo oggi riproduce quasi originalmente quella che, oltre ad essere una casa, era anche un ritrovo di letterati e importanti figure del tempo. Dalla casa poi si scendeva all’allora tipografia di famiglia che stampava il giornale “La Sentinella delle Alpi”. Per raccontare tutto di questa famiglia non bastano le mie due righe, vi tocca andarci e vederla con i vostri occhi.

    museale san francesco
    casa galimberti

    Il giardino di sculture della Fondazione Peano

    A Roberto Peano, antiquario con la passione per l’arte contemporanea, si deve l’istituzione, nel 1993, della Fondazione che porta il suo nome. Questa Fondazione è totalmente dedicata alla promozione della scultura come strumento di riqualificazione urbana, a stretto contatto con la natura che la circonda.

    Il giardino d’arte e situato su parte dei terreni dell’antico vivaio botanico di famiglia e ne costituisce la punta di diamante. Nel giardino, che grazie alla catalogazione di oltre sessanta specie botaniche esercita anche una funzione didattica, la natura accoglie, in esposizione permanente, sculture di artisti contemporanei. La Fondazione, inoltre, ospita spesso mostre temporanee e laboratori.

    sculture peano

    Per uno spuntino degno di nota

    • Open Baladin
    • Birrovia Vecchia Stazione

    …e dopo sgranchitevi le gambe sul viale alberato che vi porta al Santuario della Madonna degli Angeli, una posizione panoramica che non vi deluderà.

    Alla prossima!

  • 5 cose assolutamente da vedere in Piemonte

    Il Piemonte è una regione che sicuramente sorprende per le sue città eleganti e i paesaggi mozzafiato, ma anche per le sue curiosità nascoste. Per gli amanti dell’insolito e del mistero questa terra ha molto da offrire! Scopri con me cinque destinazioni fuori dai soliti circuiti, perfette se desideri esplorare un Piemonte diverso.

    1. Le Case Grotta di Mombarone (Asti): un tuffo nel passato

    A pochi chilometri da Asti, nella località di Mombarone, sorgono le suggestive Case Grotta scavate nella pietra arenaria. Queste abitazioni, utilizzate fino al secolo scorso, sono un esempio straordinario di architettura naturale, in cui gli abitanti sfruttavano le caratteristiche del tufo per mantenere la temperatura interna stabile, fresca d’estate e calda d’inverno. Visitando questo complesso si può vivere un viaggio nel tempo, esplorando i piccoli crutin (cantine sotterranee) e scoprendo come si svolgeva la vita in queste case particolari. Un’esperienza perfetta se ami la storia e le atmosfere rurali autentiche.

    2. La Casa Capovolta di Beinasco: la realtà sottosopra

    Se ti piace l’idea di vedere il mondo da un’altra prospettiva, allora devi visitare la Casa Capovolta di Beinasco, un’installazione che ha catturato l’attenzione per il suo design stravagante. Questa casa, letteralmente capovolta, con tetto a terra e fondamenta rivolte verso il cielo, è un’opera d’arte che fa riflettere sulla percezione della realtà e su come l’architettura possa giocare con la nostra mente. Perfetta per una visita insolita e per scattare qualche foto fuori dagli schemi!

    case grotta mombarone compressed
    casa capovolta beinasco compressed

    3. Il Santuario di Vicoforte: la cupola ellittica più grande del mondo

    Il Piemonte è ricco di gioielli architettonici! Uno dei più affascinanti è senza dubbio il Santuario di Vicoforte. Questo imponente edificio religioso, situato vicino a Mondovì, ospita la cupola ellittica più grande del mondo, un capolavoro dell’architettura barocca che attira appassionati e fedeli da ogni parte del globo. Oltre alla sua impressionante grandezza, il santuario colpisce per gli affreschi interni che narrano episodi della vita della Vergine Maria, offrendo un’esperienza mistica e culturale indimenticabile.

    4. Il Presepe Gigante di Mosso: una tradizione natalizia a grandezza naturale

    Nelle Valli Biellesi, il piccolo borgo di Mosso custodisce un vero tesoro della tradizione natalizia: il Presepe Gigante. Questo presepe, con figure a grandezza naturale, viene allestito ogni anno per le strade del paese, creando un’atmosfera incantata che attira visitatori da tutto il Piemonte e oltre. Oltre alla bellezza delle statue, la particolarità di questo presepe è l’ambientazione che si fonde perfettamente con le vie e le case del borgo, trasformando il villaggio in un vero e proprio paesaggio biblico.

    santuario di vicoforte esterno compressed
    mulino val piemonte compressed

    5. Il Mulino Val: il fascino del lavoro antico

    Se sei affascinato dalle tradizioni e dalle antiche tecniche artigianali non puoi perderti il Mulino Val. Situato tra le colline piemontesi, questo antico mulino ad acqua è ancora funzionante e rappresenta un tuffo nel passato, permettendo di scoprire come avveniva la macinazione del grano secoli fa. Qui puoi vedere le macine in pietra in azione e assaporare un pezzo di storia viva e vera, che racconta di un tempo in cui il ritmo della vita era scandito dalle stagioni e dalla fatica del lavoro manuale.

    Il Piemonte è una regione dalle mille sorprese! Oltre ai luoghi famosi e agli scenari conosciuti, c’è un lato più nascosto e insolito che aspetta solo di essere scoperto! Le Case Grotta di Mombarone, la Casa Capovolta, il Santuario di Vicoforte, il Presepe Gigante di Mosso e il Mulino Val sono solo alcune delle meraviglie che rendono questa regione un vero scrigno di curiosità. Se cerchi un’avventura fuori dagli schemi fai un pensierino a questi luoghi, sapranno sicuramente affascinarti e lasciarti a bocca aperta!

    mulino val piemonte cose da vedere presepe gigante mosso

  • 5 cose insolite da vedere nelle Langhe

    Le Langhe sono note in tutto il mondo per i loro paesaggi mozzafiato, i vigneti e i vini pregiati come il Barolo e il Nebbiolo. Tuttavia, chi cerca di andare oltre i soliti itinerari scoprirà un mondo di tesori nascosti, ricchi di storia, mistero e curiosità. In questo articolo ti accompagnerò alla scoperta di cinque luoghi insoliti che ti lasceranno senza parole.

    1. La Big Bench di Clavesana: seduti su una Panchina Gigante

    Immagina di sederti su una panchina talmente grande che le tue gambe penzolano nel vuoto come quando eri un bambino. Questo è quello che vi offre la Big Bench di Clavesana. Queste panchine giganti, opera dell’artista Chris Bangle, sono sparse per tutto il territorio delle Langhe e delle vicine Roero e Monferrato. La panchina di Clavesana, di un verde brillante, regala una vista spettacolare sulle colline e sui vigneti circostanti, uno scenario perfetto per una pausa contemplativa.

    Questa panchina è diventata una delle mete preferite dai turisti alla ricerca di foto insolite e suggestive, rendendola anche un simbolo di creatività e amore per il territorio. Le panchine giganti non sono solo arte, ma un invito a vedere il mondo da una prospettiva diversa, letteralmente!

    2. Balma Boves: il villaggio fantasma sotto una roccia

    A Sanfront, ai piedi del Monviso, si trova Balma Boves, un antico borgo scavato sotto un’enorme roccia che per secoli ha offerto riparo agli abitanti del luogo. Questo villaggio fantasma è un esempio straordinario di come l’uomo abbia saputo adattarsi alla natura, sfruttando le risorse del territorio in modo ingegnoso. Qui, le case sono state costruite direttamente sotto la balma, una sporgenza rocciosa naturale, che fungeva da tetto e protezione dagli agenti atmosferici.

    Oggi, Balma Boves è un museo a cielo aperto, dove è possibile passeggiare tra le abitazioni abbandonate e immaginare la vita dura e semplice che si svolgeva qui fino al Novecento. Un luogo affascinante, che emana una strana calma e che ti farà sentire sospeso nel tempo.

    big bench clavesana langhe
    balma boves villaggio roccia

    3. La Nocciola Gigante a Grinzane Cavour

    Nelle Langhe, patria di alcuni dei migliori prodotti enogastronomici italiani, non poteva mancare un omaggio al frutto più famoso della zona: la nocciola A Grinzane Cavour, famoso per il suo castello, si trova la scultura di una nocciola gigante. Questa opera d’arte è un tributo alla Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, una delle eccellenze italiane più apprezzate in tutto il mondo, utilizzata per creare delizie come il famoso gianduiotto.

    La scultura è un’ottima scusa per una foto particolare, ma anche un’opportunità per conoscere meglio questo frutto prezioso, che rappresenta l’anima agricola delle Langhe. In più, se sei un amante dei dolci, non dimenticare di fare una fermata in una delle pasticcerie locali per mille e mille assaggi nocciolosi.

    4. Il Castello di Serralunga d’Alba: la torre verticale

    Tra i tanti castelli che dominano le colline delle Langhe, quello di Serralunga d’Alba si distingue per la sua particolare struttura verticale. Costruito nel XIV secolo, il castello sembra una torre fortificata che si innalza imponente sui vigneti circostanti. A differenza di altri manieri che erano principalmente residenze nobiliari, questo castello aveva una funzione difensiva e di controllo del territorio, rendendolo un’eccezione tra le fortezze della zona.

    La visita al castello è un viaggio nella storia medievale e dalle sue terrazze si può godere di una vista spettacolare sui borghi e le colline sottostanti. Un’esperienza che unisce storia, architettura e paesaggi mozzafiato.

    nocciola gigante grinzane cavour
    castello serralunga dalba

    5. Le Cappelle del Barolo: un arcobaleno di colori tra i vigneti

    Tra le colline di La Morra, immerse tra i vigneti, si nasconde una delle opere d’arte contemporanea più curiose delle Langhe: la Cappella delle Brunate, conosciuta anche come Cappella del Barolo. Dipinta dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett, questa piccola cappella, che un tempo fungeva da rifugio per i contadini, è oggi una vera e propria esplosione di colori. Le sue pareti esterne, decorate con vivaci motivi geometrici, creano un contrasto sorprendente con il paesaggio naturale che la circonda.

    La Cappella del Barolo è diventata un simbolo di creatività, attirando appassionati d’arte e visitatori curiosi in cerca di scorci fotografici unici. Una tappa imperdibile se vuoi scoprire un lato contemporaneo delle Langhe.

    cappella barolo la morra piemonte

  • La grotta delle Masche: mistero e leggende nel cuore del Piemonte

    Nascosta tra i boschi delle colline torinesi, la Grotta delle Masche è avvolta in un’aura di mistero. Questo luogo, legato alle antiche credenze popolari piemontesi, è un vero e proprio santuario se amate le storie di magia, streghe e leggende. La grotta prende il nome dalle “masche”, termine piemontese che indica le streghe, figure enigmatiche che popolano le tradizioni orali della regione.

    Un luogo ricco di fascino e paura

    La Grotta delle Masche non è solo una cavità naturale, è anche uno spazio carico di simbolismi. Secondo le leggende locali, le masche si riunivano qui per celebrare i loro riti magici. Si dice che la grotta sia un portale verso un’altra dimensione, un luogo dove le leggi della natura si piegano alla volontà delle antiche streghe.

    Gli abitanti dei villaggi vicini raccontano storie di canti misteriosi che echeggiano nella notte, di luci inspiegabili e di animali che si comportano in modo strano nei pressi della grotta.

    grotta masche piemonte boschi
    grotta masche piemonte

    Un tuffo nella tradizione piemontese

    Visitate la Grotta delle Masche! Esplorerete una formazione naturale e vi immergerete anche nelle antiche tradizioni piemontesi. Le masche sono una parte fondamentale del folklore locale: figure ambigue, a metà tra benefattrici e streghe malvagie, capaci di guarire con rimedi naturali o di scatenare maledizioni.

    Oggi la grotta è un luogo amato da appassionati di storia e natura, che vengono attratti dalle sue leggende e dall’atmosfera unica che vi si respira.

    grotta masche piemonte leggenda
    grotta masche piemonte sentiero

    Cosa fare e vedere

    L’esperienza comincia con il percorso che conduce alla grotta, un sentiero immerso nei boschi, ideale per gli amanti del trekking. La grotta stessa è accessibile e sicura, ma vi consiglio di portare una torcia per esplorarla al meglio.

    Nei dintorni, si possono visitare i borghi tipici della zona, dove è possibile ascoltare racconti legati alle masche, tramandati dagli anziani del luogo. Per chi cerca un’esperienza ancora più intensa, alcune guide locali organizzano escursioni notturne, con narrazioni che rendono la visita ancora più suggestiva.

    Alla prossima!

  • La piramide della Bicocca di Novara

    A pochi chilometri dal centro di Novara, immersa nella tranquillità della campagna piemontese, si trova la piramide (che poi è un ossario) della Bicocca. Questo antico edificio, che si erge solitario in mezzo ai campi, è testimone di secoli di storia e al centro di affascinanti leggende locali. La piramide è uno dei simboli meno conosciuti, ma altrettanto suggestivi, del patrimonio storico del Piemonte.

    Un’antica testimone della battaglia

    La piramide della Bicocca è indissolubilmente legata alla famosa Battaglia di Novara del 1849, uno degli eventi principe della Prima Guerra d’Indipendenza Italiana. Durante lo scontro tra l’esercito piemontese e quello austriaco, la torre fu utilizzata come punto di osservazione e segnalazione. Le sue mura, oggi silenziose, sembrano ancora raccontare il fragore dei combattimenti e il coraggio di chi vi prese parte.

    La torre, risalente al periodo medievale, serviva originariamente come struttura difensiva e punto di controllo sulle campagne circostanti. Col tempo, ha assunto un ruolo simbolico, ricordando le lotte per la libertà e l’unità d’Italia.

    piramide bicocca novara paesaggi piemontesi
    ossario piramide bicocca novara

    La leggenda della Dama Bianca

    Oltre alla sua importanza storica, la Torre della Bicocca è avvolta da una misteriosa leggenda. Si dice che nelle notti di luna piena, il fantasma di una Dama Bianca vaghi intorno alla torre. Secondo la tradizione, la dama sarebbe l’anima inquieta di una giovane donna morta tragicamente durante l’assedio. Il suo spirito, afflitto e solitario, si manifesta con un velo bianco fluttuante, osservabile da chi si trova nei pressi della torre.

    Le storie tramandate dagli abitanti della zona parlano anche di strani rumori, luci misteriose e un’atmosfera carica di emozioni, che rendono la piramide della Bicocca un luogo ideale per chi ama il fascino del mistero.

    dama bianca
    leggende dama bianca piramide bicocca

    Cosa fare durante la visita

    La piramide della Bicocca è circondata dal paesaggio rurale tipico del Piemonte, che offre diverse opportunità per i visitatori:

    • Passeggiate nella campagna novarese: i campi circostanti sono perfetti per una tranquilla passeggiata o un’escursione in bicicletta.
    • Esplorazione della piramide: sebbene l’accesso all’interno sia limitato, l’esterno della torre offre scorci suggestivi e un’atmosfera unica.
    • Scoperta delle tradizioni locali: nei dintorni, si trovano cascine e piccoli borghi dove è possibile gustare i piatti tipici del territorio, come il risotto al gorgonzola.

    Come arrivare

    La piramide della Bicocca si trova a circa 15 minuti di auto dal centro di Novara. È facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni per la località Bicocca. Per chi arriva in treno, la stazione di Novara offre collegamenti con i principali centri urbani della regione.

    Visitare la Piramide della Bicocca di Novara è come fare un tuffo nella storia del Piemonte. Tra racconti di battaglie, leggende di fantasmi e la serenità della campagna circostante, questo luogo offre un’esperienza unica e affascinante. Ideale per appassionati di storia, curiosi di misteri o semplicemente amanti dei paesaggi piemontesi, la torre è una tappa imperdibile per chi desidera scoprire un lato meno conosciuto della regione.

    Alla prossima!

  • 5 luoghi misteriosi da scoprire in Piemonte

    Il Piemonte è una regione affascinante, ricca di storie e leggende che si celano dietro le sue città e paesaggi mozzafiato. Tra castelli, antiche costruzioni e leggende tramandate nel tempo, ci sono luoghi che conservano un alone di mistero e curiosità. Scopriamo insieme 5 luoghi misteriosi e insoliti del Piemonte che ti lasceranno senza parole.

    1. Il Villaggio di Rosazza: simboli esoterici e massonici

    Situato nel cuore del Biellese, Rosazza è un piccolo borgo che sembra uscito da un libro di enigmi. Fu costruito nel XIX secolo dal senatore Federico Rosazza, noto per le sue simpatie massoniche. Ogni angolo del villaggio, dalle fontane ai portali, è adornato da simboli esoterici, lettere misteriose e riferimenti a culti antichi. Passeggiando tra le sue strade, sembra di essere parte di un viaggio iniziatico, in cui ogni simbolo cela una storia. Rosazza è il luogo perfetto se ami il mistero e la simbologia occulta.

    2. Il Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese: un patto col Demonio

    A pochi chilometri da Torino, il Ponte del Diavolo a Lanzo Torinese è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi della regione. La leggenda narra che il ponte fu costruito con l’aiuto del Diavolo in persona che, in cambio, chiese l’anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. Gli abitanti del villaggio, astuti, fecero attraversare per primo un cane, ingannando così il Diavolo. Il ponte, con la sua imponente struttura in pietra, è oggi un’attrazione turistica, ma non ha perso l’aura di mistero che lo avvolge.

    villaggio rosazza simboli esoterici
    ponte diavolo lanzo torinese leggenda

    3. Le Cattedrali Sotterranee di Canelli: monumenti di vino e mistero

    Nel sottosuolo di Canelli, culla dello spumante italiano, si nascondono le cosiddette Cattedrali Sotterranee, immense cantine scavate nella roccia che risalgono a secoli fa. Questi labirinti sotterranei, lunghi chilometri, non sono solo straordinari per la loro capacità di conservare il vino, ma anche per l’atmosfera mistica che vi si respira. Passeggiando tra le botti antiche e le pareti in pietra, sembra di essere in una vera e propria cattedrale, dove la storia e la tradizione si incontrano in un ambiente quasi sacro. Sono un vero tesoro nascosto!

    4. Il Lago di Viverone e la Leggenda della città sommersa

    Situato tra le province di Torino e Biella, il Lago di Viverone è avvolto da una leggenda affascinante: si narra che sotto le sue acque esista una città sommersa, punita per i peccati dei suoi abitanti. La storia racconta che la città fu affondata da un’improvvisa inondazione come punizione divina. Ogni tanto, secondo la leggenda, nelle notti più calme, sarebbe possibile vedere i resti degli antichi edifici sommersi. Sebbene non vi siano prove archeologiche, il lago rimane avvolto da un’atmosfera di mistero che attira i curiosi…ne farai parte?

    cattedrali sotterranee canelli
    lago viverone citta sommersa

    5. La Torre di Belvedere a Mondovì: segreti e simboli nascosti

    Nella città di Mondovì, la Torre di Belvedere non è solo un punto panoramico, ma anche un luogo carico di mistero. Al suo interno, oltre ai panorami mozzafiato che offre, si trovano affreschi e iscrizioni enigmatiche che sembrano richiamare antichi simboli esoterici. La torre è stata spesso associata a storie di alchimia e tesori nascosti, che hanno alimentato l’immaginazione di generazioni di abitanti e visitatori. Se sei un appassionato di storia e misteri, questo è il luogo perfetto per un’avventura alla scoperta di segreti antichi!

    Il Piemonte è una regione che non smette mai di sorprendere…preparati a scoprirne un lato diverso fatto di leggende e, forse, realtà, in un viaggio indimenticabile!